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La storia in podcast di Focus.
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C'è una famosa canzone di Paolo Conte, Genova per noi, quella che dice con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così che abbiamo noi, che abbiamo visto Genova. Io Genova l'ho vista, l'ho vista varie volte e l'ho vista anche nel luglio di 25 anni fa, dal 19 al 22 luglio del 2001 perché ero al G8.
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Grazie a tutti.
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gli scontri, le violenze, ma quel G8 resta anche, dovrebbe restare anche perché quei problemi che venivano posti da quel movimento li vediamo ancora oggi, li tocchiamo ancora oggi.
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Il G8
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Io arrivai a Genova il venerdì, il G8 era cominciato il giorno prima, arrivai a Genova il venerdì con un volo speciale che fu organizzato credo dalla presidenza del Consiglio, proprio per i giornalisti accreditati a seguire il G8. Atterramo all'aeroporto di Genova, fummo caricati su un autobus, un pullman e fummo portati a Genova in città e il primo contatto con la città lo ricordo molto bene, era una situazione, sembrava che ci fosse stato un colpo di stato, le strade erano praticamente deserte, c'erano macchine della polizia, macchine dei carabinieri, c'erano posti di controllo o comunque presidi dell'esercito e questo dava al tutto un'atmosfera veramente incredibile.
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Arrivamo ai magazzini del Cotone, al Porto Antico, dove era stato stabilito il media center, ma non potremmo entrare subito perché il centro accrediti, dove avremmo dovuto ritirare i nostri accrediti, si trovava nella zona della stazione di Brignole, che in quel momento era... Stavano svolgendo degli scontri, poi insomma la cosa fu risolta, entrammo al media center, poi lì incontrai Massimo Bordin che all'epoca era direttore di Radio Radicale e insieme ci avventurammo all'interno della zona rossa per vedere con i nostri occhi quello che stava succedendo e qui bisogna raccontarla la zona rossa.
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Perché quando si parla di zona rossa nel G8 di Genova non dobbiamo pensare solamente a un'area delimitata in cui vengono proibite le manifestazioni, no, la zona rossa fu letteralmente blindata, ma non semplicemente con delle transenne o con del New Jersey di cemento, no, no, furono costruite delle grate di ferro, alte, non ricordo bene, forse 3-4 metri, furono fissate ai muri, Questo serviva a controllare gli ingressi nella zona che era stata dichiarata off-limits per tutte le manifestazioni.
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Nelle vie più strette, nei carugi, non si poteva passare. In quelle invece più larghe c'erano dei posti di controllo, dei posti di blocco. Si poteva accedere alla zona rossa, potevano farlo solamente i residenti, chi vi lavorava e chi aveva un permesso o un accredito come noi giornalisti. Entrammo con Massimo Bordini, attraversiamo la zona rossa, poi uscimmo. Cercavamo di seguire un po' il corteo e si sentiva in certi punti, c'erano stati degli incidenti e si sentiva proprio nell'aria, insomma c'era ancora l'odore dei lacrimogeni, per terra c'erano cassonetti rovesciati, c'erano bottiglie, insomma c'erano le tracce di quello che erano stati gli scontri tra una parte dei manifestanti e la polizia e le forze dell'ordine.
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e mi ricordo quando eravamo in giro per le vie a un certo punto cominciò a diffondersi la notizia che c'era stato un morto forse due si parlava forse anche qualcuno di più poi quel morto ci fu ed era Carlo Giuliani gli scontri di piazza Alimonda vicino alla stazione di Brignole che portarono poi alla morte di Carlo Giuliani tutti abbiamo in mente o comunque se non ne avete mai visti li trovate ovviamente in rete le foto i filmati di quello che accadde E diciamo poi, gli scontri erano diffusi, perché dobbiamo anche pensare a una cosa, che la stragrande maggioranza del corteo, dei partecipanti alle manifestazioni, era assolutamente pacifica, ma non c'erano solo loro.
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È chiaro che al di là del clima, per il momento almeno in questa parte del corteo del tutto pacifico, è chiaro che sul corteo, sulla manifestazione, scesa in maniera pesantissima, scusate il vestizio, quello che è successo ieri, la morte del manifestante ma anche i durissimi scontri che hanno caratterizzato la giornata di ieri.
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La stragrande maggioranza dei partecipanti alle manifestazioni contro il G8 di Genova era assolutamente pacifica, c'erano militanti dei gruppi politici, ma anche dei gruppi del volontariato, c'erano famiglie con bambini, c'era tutto quel mondo che si era messo in moto, che si raccoglie sotto la sigla di social forum, c'era tutto quel mondo che si era messo in moto contro la globalizzazione. contro quel tipo di globalizzazione che veniva proposta contro quel mondo che si andava costruendo, formando dopo che un po' di anni prima era caduto il muro di Berlino era finito quel mondo diviso in blocchi tra blocco occidentale guidato dagli Stati Uniti e blocco orientale sovietico guidato dall'Unione Sovietica che dopo la seconda guerra mondiale aveva diviso il mondo quel mondo lì non esisteva più Non c'era ancora stato l'11 settembre, quello sarebbe arrivato qualche settimana dopo il G8, ma insomma si cercava di costruire un mondo diverso, qualcuno vedeva la costruzione di questa possibilità dopo la fine dei blocchi, dopo la caduta del muro di Berlino, della cortina di ferro.
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di un mondo positivo, un mondo dove finalmente sarebbe diffuso, probabilmente anche cresciuto una concezione democratica equa, liberale della società, altri invece vedevano dei pericoli ed erano fortemente critici contro quel tipo di globalizzazione. In quel movimento lì c'era di tutto ovviamente. La stragrande maggioranza, anche per quello che ho potuto vedere io con i miei occhi, era sicuramente pacifico, ma all'interno di questo movimento e di questa manifestazione c'erano appunto anche le frange violente, quelle che per comodità chiamiamo black bloc, perché molti erano vestiti di nero, con felpe e cappucci.
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Ma poi quel movimento era anche variegato, c'erano anche le tute bianche, i centri sociali che non andarono in piazza con un fiore in bocca ma nemmeno andarono con la volontà di cercare a tutti i costi lo scontro. Scontri che ci furono, io mi ricordo per esempio il sabato, il giorno prima c'era stata la morte di Carlo Giuliani e il sabato ricordo la conferenza stampa che fu fatta alla scuola che era il centro, il quartiere generale del social forum.
08:15
Mi ricordo che fu chiesto anche agli organizzatori se era stato predisposto un servizio d'ordine e qualcuno rispose che era contrario alla logica dei servizi d'ordine, il che è anche giusto se vogliamo, chi ha vissuto gli anni 70, chi ha vissuto quel periodo si ricorda i servizi d'ordine, io sono uno dei ragazzi che ha fatto il 77, che ha vissuto quel periodo e ci ricordiamo certi servizi d'ordine. però ecco forse un servizio un'organizzazione diversa dopo quello che era successo il venerdì forse sarebbe stato necessario io per esempio mi sono sempre domandato ma se invece di fare un corteo anche il sabato i manifestanti avessero cinto la zona rossa con una lunghissima catena umana tutti per mano fermi a dire voi avete fatto la zona rossa noi ci mettiamo al di fuori e vi circondiamo noi forse non sarebbe successo quello che è successo anche il sabato forse non si sarebbero evitate gli incidenti, forse le cose sarebbero andate diversamente, non lo possiamo sapere, questa è una mia idea.
09:19
Da Piazzale Kennedy, quindi dalla zona un po' più avanti, diciamo a circa 300 metri da dove sono io, c'è veramente una nuvola di lacrimogene che si sta alzando, quindi evidentemente...
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Alla svolta del corteo, dove il corteo deve invocare la strada che poi lo porterà verso Marazzi, ci sono stati scontri con le forze dell'ordine e questo spiega perché da qualche momento il corteo era fermo. Adesso io mi sto spostando verso quella zona e magari ci risentiamo fra qualche minuto, vi faccio sapere.
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Io ricordo quella manifestazione del sabato, l'ho seguita un po' da solo oppure insieme ad altri colleghi, mi ricordo le cariche della polizia, ho assistito, ho visto cariche anche, le cariche della polizia quando ci sono non guardano in faccia nessuno, caricano appunto e ci andranno di mezzo anche tante persone che non c'entravano assolutamente nulla. come dicevo c'erano anche famiglie con zainetti e bambini c'erano gruppi cattolici c'erano gruppi politici ma assolutamente pacifici Ricordo che a un certo punto dovevo attraversare un cordone di polizia in una via, era sbarrata dai cordoni dei reparti mobili della polizia.
10:40
Io esibì il mio pass da giornalista, mi fecero passare, mi fermai a chiacchierare un po' con i poliziotti, fece qualche domanda per capire che cosa...
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Io mi permisi, rimasi un po' così, mi permisi di dire ma insomma però nel corteo c'è di tutto, non ci sono solo i black bloc, mi lasciò quasi finire la frase e mi disse non ce ne frega niente, non disse esattamente niente, ma insomma non ce ne frega niente, andiamo e li tritiamo.
11:15
Bisogna anche capire, questo non giustifica nulla ovviamente, non giustifica certe cariche, non giustifica certi pestaggi che ci sono stati e che sono documentati, fa capire il clima che si viveva. Parlai anche per esempio con dei soccorritori, equipaggi di ambulanze che intervenivano dove c'era bisogno e non sempre intervenivano in maniera facile perché appunto c'erano queste frange molto violente, quelle dei black bloc e qui ci si dovrebbe chiedere perché queste potevano agire liberamente. Ricordo che a un certo punto mi trovai all'incrocio tra Corso Sardegna e via Archimede, ricordo bene quello slargo, quella piazza, non c'erano forze dell'ordine, arrivarono un gruppo di, uso sempre il termine black bloc per capirci, cominciarono a dare l'assalto, ricordo che c'erano degli uffici, c'erano delle banche, una sicuramente, forse più di una, e quindi cominciarono a colpire le vetrine, a sfasciare le vetrine.
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a sfasciare i bancomat, presero d'assalto un supermercato e venne anche dato fuoco a un distributore di benzina, alcuni veicoli furono rovesciati in mezzo alla strada, tutto questo avvenne senza che ci fosse un intervento delle forze dell'ordine. Si può pensare che queste cose fossero state fatte anche per lasciarli sfogare in un'area circoscritta, questo potrebbe anche essere, e però questi fatti avvenivano poi sparsi tutto intorno alla zona rossa, quindi qualche domanda sulla gestione dell'ordine pubblico bisognerebbe porsela.
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Oppure un altro episodio di cui sono stato testimone, ricordo che in un'altra piazza a un certo punto arrivarono dei forestali, sì perché in piazza non c'erano solamente i reparti mobili della polizia, i reparti dei carabinieri o anche la guardia di finanza, quindi agenti addestrati ai servizi di ordine pubblico e anche agli scontri di piazza. Furono mandati anche i forestali, ricordo che arrivò un camion con un idrante di quelli antincendio, che i forestali usano appunto agli incendi, cercano di usare questo idrante contro un gruppo di manifestanti violenti, i quali ovviamente non fecero una grinza, anzi...
13:18
si fecero sotto e cominciarono a colpire il mezzo con tutto quello che trovavano e che ovviamente questi forestali se ne andarono velocemente cosa che è assolutamente comprensibile e qua appunto anche questo ci pone secondo me delle domande su come fu gestito l'ordine pubblico perché per esempio il vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini era nella sala operativa della questura di Genova ci poteva essere il ministro dell'interno ma perché il vicepresidente del consiglio Sono tutte domande, e non sono queste, sono tante le domande, come quelle che circolano per esempio attorno a fatti come quelli che avvennero alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto.
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Io veni a sapere della scuola Diaz il sabato notte, ricordo che dopo aver seguito tutte le manifestazioni del pomeriggio tornai in albergo, in realtà non era un albergo, siccome non c'era più posto negli alberghi molti giornalisti o partecipanti che seguivano il G8 furono alloggiati su alcune navi da crociera che erano ormeggiate al porto.
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Andai a cena, mi ricordo c'era anche il mio direttore di allora Massimo Bordin, poi dopo cena si fermò a chiacchierare anche con altri colleghi e poi a un certo punto andai in cabina, accesi il televisore per vedere se c'erano notizie, ricordo un'edizione speciale credo del TG3 in cui si stava parlando di un'azione in corso di polizia alla scuola Diaz. Allora, le scuole erano due, una di fronte all'altra, esistono tuttora, e in una era stato alloggiato, ospitato, diciamo così, il quartier generale del social forum, quindi, insomma, chiamiamo così l'ufficio stampa, c'erano sale per riunioni così.
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e che non avevano un posto dove andare a dormire come per esempio nella palestra della scuola allora io vedo che c'è in corso quest'azione cerco di capire se posso andare a vedere cosa sta succedendo ma purtroppo la nave dove io mi trovavo era molto lontano per esempio già anche dal porto antico e a quell'ora lì non c'era più il servizio navetta che ci collegava con il media center avrei dovuto attraversarmi a piedi buona parte del porto commerciale ammesso che mi avessero lasciato passare e non sarei arrivato in tempo insomma Io la scuola Diaz l'ho vista il giorno dopo perché la mattina della domenica andai lì ovviamente, riuscì a entrare io e alcuni altri colleghi, entrammo attraverso un varco del cancello e andammo a vedere, mi ricordo, la palestra.
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Ricordo che in questa palestra i ricordi che ho sono indumenti sparsi per terra, altri effetti personali, degli zainetti, qualcosa del genere, ma soprattutto ricordo il sangue. Ho visto per terra chiazze di sangue, ricordo del sangue, ricordo un calorifero, non so se avete presente quei caloriferi di ghisa un po' vecchi, anche lì con tracce evidenti di sangue. E la cosa fu abbastanza scioccante. Mi venne in mente, forse qualcuno di voi se lo ricorda, un film americano degli anni 70, Fragole Sangue, che racconta tra l'altro anche dell'occupazione di un campus universitario che poi viene sgomberato forse dalla Guardia Nazionale o dall'esercito e lo sgombero si conclude con una vera e propria mattanza dei giovani, degli studenti che occupavano il campo e che occupavano l'università.
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Ecco, mattanza, credo che sia la parola giusta da utilizzare. L'impressione che io ho avuto D'altra parte poi abbiamo saputo quello che è successo alla scuola di Bolzaneto e su questo sappiamo ci sono atti processuali, ci sono stati dei processi, è stato un pronunciamento della Corte Europea dei diritti umani, quello che è accaduto a Bolzaneto, qualcuno l'ha definito la più grave sospensione dei diritti umani in Europa dalla fine della guerra, qualcosa del genere.
17:38
Ecco, anche qua forse la domanda è perché c'era bisogno di fare un'azione del genere e qua le domande ovviamente, ripeto, c'è una verità processuale, ci sono degli atti giudiziari, poi ognuno si fa le proprie opinioni, però delle domande bisogna farsene perché i poliziotti che fecero l'irruzione alla Diaz non erano quelli che erano in piazza. Questo non avrebbe giustificato nulla, però, diciamo così, poteva anche in qualche modo far comprendere una rabbia, una reazione ingiustificabile, ma comprensibile.
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No, questi reparti furono portati appositamente a Genova per compiere questa azione, con tutto poi quella...
18:18
Fabbricazione di prove che poi è emersa dai procedimenti giudiziari. Questo pone dei problemi, così come quello che è accaduto a Bolzanetto. C'era bisogno di tutto questo? C'era bisogno di arrivare a un atto del genere?
18:34
Secondo me ovviamente no, ma su questo dovremmo riflettere poi su come vengono gestite certe manifestazioni e certi problemi di ordine pubblico. Ecco, questa è una cosa che io credo che ci dobbiamo porre ancora oggi.
18:51
Adesso sono sbucato in Piazza Rossetti, da dove sono io non è che si capisce molto, se no che si sente nell'aria... Dottore, dei lacrimogeni.
19:13
Pronto?
19:15
Sì, Roberto? Sì, sì. Sono qui. Stavo cercando di capire cosa succede, perché c'è molta gente mascherata, ovviamente.
19:24
Scusate che c'è un lacrimogeno che sta bruciando a circa 20 metri a metri o meno.
19:31
Scusate, mi allontano perché...
19:46
Io non sono uno storico, io sono un giornalista, faccio il giornalista e a Genova ho fatto il cronista, ho cercato di raccontare quello che vedevo e ricordo in quella lunga non stop che Radio Radicale fece il sabato, quando andavo in onda, quando venivo raggiunto via telefono, Io la prima cosa che dicevo, dove ero, dove mi trovavo e che cosa vedevo in quel punto, credo che fosse la cosa più corretta da fare nei confronti di chi mi stava ascoltando, io non avevo una percezione globale di quello che sta, non potevo saperlo perché ero appunto per strada.
20:20
ma mi sembrava giusto dire sono qui vedo questo ho saputo questo adesso vado là e poi ci risentiamo e anche su questo appunto poi anche lì anche il fatto di stare in strada di vedere in piazza quello che accadeva anche qui escono dei problemi per esempio mi ricordo che questo lungo viale Corso Sardegna se non sbaglio che portava a piazza Galileo Ferraris dove poi si svolgeva la manifestazione concerto che chiudeva appunto la manifestazione del sabato e le manifestazioni del social forum io ricordo che mi ero molto preoccupato perché vedevo scarse possibilità di fuga diciamo in caso di cariche il corteo era enorme ovviamente poi si snocciolava lungo tutto il percorso per chilometri infiltrarlo era facilissimo mi domandavo e questo lo dissi anche per radio ma se c'è qualcosa di violento se i black bloc attaccano qualcosa se c'è una carica se la gente comincia a scappare cosa succede se non ci sono vie di fuga e questo pone appunto un problema anche sulla gestione dell'ordine pubblico e anche sulla gestione della manifestazione certo detto a 25 anni di distanza è facile col senno di poi siamo perfettamente tutti in grado di fare le nostre considerazioni
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io credo penso che nemmeno gli organizzatori del social forum si aspettassero qualcosa del genere anche se i segnali c'erano e forse magari ci sarebbe dovuto pensare ma ancora di più avrebbero dovuto pensarci chi era chiamato a gestire l'ordine pubblico, si sapeva da mesi quello che a Genova si andava preparando e forse c'era modo magari di impedire che le violenze fossero così massicce e così diffuse.
22:01
C'è anche da dire una cosa, è un dato storico, secondo me bisogna tenere conto, il governo Berlusconi era in carica da un mese e mezzo, entrò in carica a giugno, alla metà di giugno, l'11 giugno se non ricordo male, del 2001, quindi un mese e mezzo prima del G8. Il G8 era stato organizzato dal governo precedente, che era il governo Amato II, il secondo governo Amato, ministro dell'interno Enzo Bianco. e prima del G8 ci fu il precedente della manifestazione di Napoli del 17 marzo, sempre 2001, c'era il Global Forum organizzato dall'Ocse, il movimento No Global scese in piazza e Napoli fu teatro di violenti scontri, violenti incidenti, ci furono feriti tra le forze dell'ordine ma ci furono feriti a decine anche tra i manifestanti, furono feriti anche giornalisti, quindi essi fu impedito di fare il proprio lavoro, ecco ci si domanda allora che cosa si voleva cercare a Genova e si pongono delle domande secondo me che ci dobbiamo porre, perché fu scelta Genova?
23:05
Genova è una città assolutamente inadatta per ospitare una manifestazione di quel tipo perché fu fatta quella scelta di confronto duro anche con il movimento di opposizione con il social forum la zona rossa le grate una città sotto assedio forse si poteva evitare se c'erano problemi di sicurezza perché il G8 non è stato fatto che so in una base militare d'altra parte lo fece lo stesso Berlusconi quando ospitò il G8 a pratica di mare alla base aerea di pratica di mare Non dico che non ci sarebbero stati incidenti, manifestazioni, ci sarebbero state comunque, però magari potevano essere gestite in maniera diversa gli incidenti, le tensioni contenute e qui questo investe anche, secondo me, una responsabilità negli organizzatori del G8.
23:54
Bisognava capire quello che si stava preparando. C'era stato appunto i prodromi di marzo a Napoli, ma c'era tutto un clima che stava montando e che si stesse preparando uno scontro, forse nessuno voleva uno scontro violento di quel tipo, ma che si stesse preparando uno scontro, che la tensione stesse salendo. Questo basta leggere i giornali delle settimane precedenti, le riviste, le dichiarazioni politiche. Questo dovrebbe interrogarci e farci capire che cose così non dovevano accadere e non dovrebbero più accadere nemmeno oggi perché c'è la possibilità di trovare un'altra soluzione, di contemperare anche i diritti a manifestare, i diritti a dissentire, i diritti a opporsi con anche ovviamente il normale funzionamento delle istituzioni o di un appuntamento come può essere il G8.
24:59
Ma c'è secondo me un'altra questione, forse ancora più importante, che ci dobbiamo porre, ci dovremmo porre, alla luce di che cosa resta oggi di quel movimento definito No Global. Io ebbi allora e mantengo tuttora alcune critiche su quel movimento, penso che, come ho già detto, forse quel G8, quel social forum avrebbe dovuto essere gestito in maniera diversa, Però credo che la cosa su cui dovremmo riflettere fosse un'altra, cioè i problemi che quel movimento poneva.
25:32
Sono problemi che ci troviamo ad affrontare proprio oggi, per esempio la finanziarizzazione dell'economia, il cibo, le materie prime del cibo, il grano, il riso, la soia, che diventano merci di scambio trattate sui mercati finanziari, come se fossero petrolio, pietre preziose, acciaio o beni di consumo come gli altri. Il lavoro, il lavoro come una merce, la questione dei diritti civili, dei diritti umani, la guerra, la guerra che è diventata un'opzione possibile.
26:05
Allora, dico, quel movimento lì era sicuramente criticabile e il G8 di Genova è stato probabilmente la fine di quel movimento, però quei problemi restano ancora oggi, forse quelle proposte non erano quelle giuste. Ma sicuramente quei problemi, quelle domande restano, quel movimento veniva chiamato no global ma non era contro la globalizzazione, era semmai contro quella globalizzazione che ha moltiplicato lo sfruttamento, le disuguaglianze che non dico che abbia portato all'insicurezza del mondo attuale ma certo non ha impedito che noi ci trovassimo a vivere nell'attuale situazione.
26:43
pur mantenendo tutte le critiche che si possono fare ecco io penso che anche da un punto di vista storico per capire anche ragionare sulle nostre società su come sono cambiate dalla fine della seconda guerra mondiale su come quel mondo che il secondo conflitto mondiale aveva disegnato non esiste più sull'incertezza che si è aperta insomma con tutti i cambiamenti a cui abbiamo assistito in questi 25 anni ricordiamoci appunto lo citavo Nel 2001 le Torri Gemelle, insomma, anche lì un punto di svolta e poi le guerre a cui assistiamo oggi, ecco, tutto questo secondo me penso che dà molto su cui riflettere e quindi ricordare il G8 di Genova, io credo, e lo dico da cronista, non da storico, ovviamente lascio agli storici, analisi ben più profonde, io penso che come giornalista e in generale come cittadini, come persone, forse ci dobbiamo domandare, magari ritrovare quello che diceva quel movimento e capire dove ha sbagliato, quali problemi ha posto e che cosa potremmo fare per cercare forse di non arrenderci, di pensare che un altro mondo è possibile.
27:58
Io sono Roberto Spagnoli, faccio il giornalista, 25 anni fa ero a Genova per Radio Radicale, ho cercato di raccontare quei giorni del G8, non so se ci sono riuscito, cercai di portare all'epoca in quei giorni la mia testimonianza, ho cercato di farlo anche oggi, mettendo magari qualche seme, qualche stimolo per andare a leggersi la storia e a capire di più e capire anche il mondo che ci circonda.
28:29
Ma proprio da Genova siamo in grado di collegarci in diretta con Roberto Spagnoli per fare un po' il punto della situazione, per fare un collegamento di fine giornata. Buonasera Roberto.
28:42
Buonasera Lorena, buonasera agli ascoltatori. Sì, dunque, io sono rientrato proprio tre minuti fa al centro stampa, ai magazzini del Cotone, al Porto Antico. Mi sono allontanato circa mezz'ora, 40 minuti fa, dalla zona... dove avevo fatto i precedenti collegamenti, vale a dire Corso Sardegna e il punto in cui avrebbe dovuto terminare la manifestazione di oggi.
29:05
Quando io mi sono allontanato c'era appena stata da poco una carica della polizia, nella zona vicino a un incrocio tra Corso Sardegna e Via Giacometti, vicino alla ferrovia, vicino alla stazione di Brignoli, ci sono stati dei violenti incidenti Come già vi spiegavo nei miei precedenti collegamenti, lì i casseurs sono entrati in azione già intorno alle 4 e mezzo del pomeriggio e lì c'erano diverse agenzie bancarie che sono state tutte prese di mira, ho visto con i miei occhi diverse agenzie proprio in cui avevano completamente sfondato le vetrine, devastato gli interni, è stato devastato un ufficio postale che era ancora in costruzione, ho visto tre carcasse di auto completamente bruciate, un camioncino danneggiato e potrei dilungarmi lo scenario che siamo abituati a vedere da un po' di tempo in questa situazione e che abbiamo visto anche ieri.
30:26
Grazie a tutti.